Indagini di Mercato
Congiuntura attuale
La crisi economica internazionale, innestandosi sui problemi interni gia’
evidenziatisi nel corso del 2008, ha dato una forte accelerazione alla crisi russa
nel primo semestre del 2009. Le attivita’ industriali della Federazione Russa
hanno registrato tassi di variazione negativi, perduranti nel tempo e di ampie
dimensioni.
Il dato complessivo mostra una contrazione superiore al 20% e solo le industrie
estrattive si posizionano su tassi di diminuzione inferiori al 10%. Cio’ e’ il risultato
dell’effetto combinato di piu’ fattori: l’accentuato calo della domanda interna,
favorito anche dalla brusca contrazione del credito al consumo e dalla caduta
dei finanziamenti al comparto industriale; il complessivo deterioramento dei
bilanci aziendali, soprattutto delle grandi imprese, costrette a fare i conti con le
scadenze dei debiti contratti sul mercato internazionale; la sensibile contrazione
dei flussi di capitale, sia per investimenti diretti che di portafoglio; il livello basso
– nei primi tre mesi dell’anno - dei prezzi delle materie prime. Gli investimenti
fissi hanno registrato un calo superiore al 18%.
Tutto cio’ ha comportato un deciso calo del prodotto lordo (-10,2%), anche se
gran parte della contrazione e’ da ascrivere alla variazione negativa delle scorte
e, quindi, presumibilmente riassorbile nei prossimi mesi.
La contrazione dell’attivita’ economica ha avuto effetti positivi sull’andamento
dell’inflazione (circa 8% nei primi sei mesi e stimata al 9-9,5% su base annua,
per la prima volta dopo molti anni ad una sola cifra) e sul tasso ufficiale di
sconto, portato a settembre al 10,5%.
Gli scambi commerciali hanno risentito sia del generale andamento
dell’economia che della cospicua svalutazione del rublo : tra ottobre 2008 e
gennaio 2009 il cambio e’ passato da 34 a 50 rubli per euro, con un punto di
resistenza a 48. La politica di intervento concertato della Banca Centrale ha fatto
si’ che la svalutazione avvenisse in un arco di tempo piuttosto lungo, senza
creare panico tra i risparmiatori e gli investitori. In questo tentativo, riuscito, di
svalutazione pilotata la Banca centrale ha bruciato circa 200 miliardi di dollari,
dimezzando le riserve valutarie. Il cambio e’ stato stabilizzato, ma le importazioni
sono diventate molto onerose.
Oltre al cambio altri fattori hanno influenzato negativamente l’andamento degli
scambi commerciali: la mancanza quasi totale, per molti mesi, di credito
all’importazione e, sul lato delle esportazioni, il corso dei prezzi delle materie
prime energetiche, inferiori di due terzi, per un buon periodo di tempo, al picco
del 2008.
Nel primo semestre del 2009 l’interscambio in valore e’ diminuito del 45%, cui
concorrono le esportazioni russe verso il resto del mondo con una contrazione
del 46,9% e le importazioni con - 42,6%.
Tutti i grandi partner della Russia subiscono un notevole ridimensionamento:
l’interscambio con la Germania si e’ ridotto del 51,8%, con la Corea del Sud del
52,6%, con la Polonia del 53%, con il Giappone del 49,4%.
Fonte:www.ice.gov.it